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venerdì 30 settembre 2011

Sfatare il Tabù San Siro: serve il Napoli di Manchester

Domani sera il Napoli sarà di scena allo Stadio Meazza di San Siro per l’anticipo serale della sesta giornata di campionato. Gli azzurri affronteranno un'Inter che sembra rigenerata dalla cura Ranieri soprattutto da un punto di vista psicologico, perché le due vittorie di fila conseguite a Bologna e a Mosca hanno sì riportato la serenità in casa nerazzurra, ma non di certo restituito una squadra scevra dalle solite disattenzioni difensive. Ciononostante il compito del Napoli sarà ancora più arduo, giacché si ritroverà per l’ennesima volta a giocare a San Siro – campo ostico per antonomasia - senza poter contare sul cosiddetto trio delle meraviglie al completo. La notizia del giorno, infatti, è l’assenza di Cavani dalla lista dei convocati e ciò indurrà Walter Mazzarri ad assumersi l’onere di una scelta tanto difficile quanto determinante per le sorti del match, ovvero individuare un degno sostituto del Matador tra i vari Zuniga, Pandev, Santana e Mascara.

L'ULTIMA VOLTA - È da ben diciassette anni che il Napoli non viola San Siro e le ultime due sfide contro le compagini milanesi hanno rivelato un complesso d’inferiorità legittimo per una squadra giovane – nei suoi uomini di punta – come quella assemblata dal trio De Laurentiis, Bigon e Mazzarri. Tuttavia quest’anno le cose sembrano essere cambiate e in virtù delle due prestazioni in Champions - rispettivamente contro Manchester City e Villarreal - è possibile sperare in un approccio alla partita di domani sera nettamente differente rispetto al passato. Il Napoli di Manchester non può temere i nerazzurri né tantomeno quello visto annientare il sottomarino di Garrido in poco più di un quarto d’ora al San Paolo. Pertanto c’è da essere fiduciosi che si possa tornare dallo Stadio Meazza avendo disputato una prestazione degna di lode ed esente da ogni timore reverenziale. Mazzarri ormai sa di star modellando a sua immagine e somiglianza un gruppo di cannibali che se motivati a dovere possono mettere in difficoltà chiunque per intensità di gioco, compattezza di squadra e mordente agonistico.
TuttoNapoli

Ha fatto goal a tutte le big, ma ne ha ancora una nel mirino

Marek Hamsik ha messo l'Inter nel mirino. Lo slovacco sogna di siglare il gol numero 50 con la maglia del Napoli proprio contro i nerazzurri, che tante volte lo hanno richiesto a De Laurentiis, ma invano. In realtà, in quella fatidica primavera 2007, c'era proprio Moratti sul talento di Banska Bystrica, prima che Marino, allora dg, si accordasse con Corioni per la cifra di 5,5 milioni di euro.

'Marekiaro', come lo chiamano a Napoli, ha fatto gol a tutte le big, tranne che all'Inter. Quale occasione migliore di sabato sera... Un appuntamento a cui nessuno vuole mancare, nemmeno Edinson Cavani, che vuole tentare il miracolo, dopo che tutti avevano data per certa la sua assenza. Non dovesse farcela, dovrebbe toccare a Goran Pandev - grande ex della gara - prenderne il posto.

Ieri il macedone ha siglato 3 reti nella partitella in famiglia a Castel Volturno. Un modo per rafforzare la sua candidatura, tenendo a distanza il 'concorrente' Mascara. A Milano dovrebbe rivedersi dal 1' Christian Maggio, che aspetta solo un segnale dalla società per firmare il rinnovo. Il giocatore è fisicamente ristabilito, tanto da poter rispondere alla chiamata, quasi certa, del ct Prandelli.

Oltre a lui, durante la sosta Mazzarri dovrà fare a meno anche di Fernandez, Zuniga, Gargano, Inler, Hamsik e Pandev. E' un Napoli sempre più internazionale, per la gioia del patron De Laurentiis.

Mazzarri:" Cavani?, oggi decidiamo"

Così, la conferenza stampa della vigilia di Walter Mazzarri non poteva che iniziare con una domanda sulle condizioni di Edinson Cavani: "Oggi decidiamo, ci sarà il provino decisivo. L'ho visto camminare piu' che correre. La prova vera la farà dopo in campo con Aronica, in base ai test vedremo cosa accadrà. Circa l'eventuale sostituto, sto vagliando varie ipotesi. Con lui facciamo un gioco diverso, sappiamo cosa ci offre in fase di pressing. Se non dovesse esserci dovremo cambiare qualcosa".

giovedì 29 settembre 2011

De Laurentis:"il mio sogno è la Champions"

Martedì notte, dopo i complimenti a cal­ciatori ed allenatore, Au­relio De Laurentiis aveva lasciato il San Paolo senza commentare la prima vit­toria in Champions Lea­gue del Napoli. Decisione presa per lasciare la scena ai protagonisti. Ieri, inve­ce, il patron è intervenuto ai microfoni di radio Mar­te per esprimere la sua soddisfazione ma anche per parlare della prossima sfida con l’Inter, del for­fait di Cavani e di altro an­cora.

Presidente, cosa la ha col­pito della serata di Cham­pions?

«E’ stato un tripudio di grande spetta­colarità che i napoletani hanno saputo ben coreogra­fare, in uno stadio final­mente inter­nazionale agli occhi di tanti stranieri che ci guardava­no»

E la squadra?

«Abbiamo giocato un bel calcio. Siamo stati risoluti­vi nella prima parte anche se, come Mazzarri va pre­dicando da sempre, una volta che si ha la fortuna di segnare due gol nei pri­mi minuti, bisogna fare anche il terzo e mettere sdraiato l’avversario per­ché non si sa mai. Sotto certi aspetti dobbiamo crescere ancora».

La sconfitta del Manche­ster City rafforza le vo­stre speranze di qualifica­zione, non crede?

«Il Bayern Monaco ci ha dato una mano battendo il Ci­ty. Basterebbe vincere uno a zero con i tedeschi in casa e perdere con lo stesso risultato in Germa­nia, così saremmo primi e secondi del girone»

Vuole dire che state con­centrando tutti gli sforzi sulla Champions?
«L’impostazione che ho dato è quella. Noi abbiamo bisogno di scalare posizio­ni nel ranking internazio­nale. Se il Napoli si assesta su posizioni di internaziona­lizzazione, al­lora comincia­mo a ragiona­re. Per quello, quando Gal­liani disse che avrebbe la­sciato a noi lo scudetto e a loro la Cham­pions risposi che anche io preferivo andare avanti in Champions. Il Milan or­mai ha vinto tutto e di più».

Intanto sabato vi aspetta l’Inter in campionato, lei ci sarà?

«Avevo degli impegni ma dovrò esserci per forza. E’ una partita difficilissima per noi. Purtroppo non avremo Cavani ed Aroni­ca. Ma dobbiamo crescere e per crescere bisogna far giocare anche gli altri che abbiamo acquistato».

Perchè difficilissima?

«Non perchè siamo senza Cavani ma per l’organico che ci troveremo di fronte. L’In­ter era già for­te lo scorso anno. E’ anda­to via Eto’o ma gli altri sono rimasti. Una squadra arrivata peraltro seconda. E poi hanno ap­pena cambiato l’allenato­re, un grande allenatore che gode di tutta la mia stima. Ha fatto bene ovun­que abbia allenato: con la Juve, la Roma, il Chelsea. La squadra vive una situa­zione diversa rispetto a quando c’era l’altro tecni­co. Si è aperto un dialogo. E i giocatori cercheranno di far fare bella figura al nuovo allenatore»

Ha sentito Moratti?
«No. Ma sono contento per Massimo che da un lato è uscito dal tunnel e ha tro­vato la luce; dall’altro, pe­rò, spero che la luce si spenga a no­stro favore perchè tifo Napoli. Massi­mo è una per­sona garbata, un gran signo­re oltre che un amico, che ha tutta la mia stima. Ci ha messo la vita nel calcio e va rispettato»

Mancando Cavani, si aspetta Pandev in campo?

«Chissà, che magari possa essere stimolato al punto giusto e faccia un bel “gol­lone” alla sua ex squadra come a dire: mi avete la­sciato ai margini per due anni e adesso vengo lì e vedrete. Speriamo bene, ne sarei felicissimo»

Non vorrà far credere che non si è emozionato nel sentire la musica della Champions al San Paolo?

«Io provo sempre emozio­ni quando si vince. Ormai questa coreografia la ve­diamo spesso nelle occasio­ni delle gran­di sfide per­ché seguiamo anche il cal­cio degli altri e fa parte del­la nostra co­scienza calci­stica. Ma io mi vedo an­che la serie B. E domeni­ca scorsa, avendo giocato di sabato, mi sono visto tutte le partite. Otto anni fa non avrei immaginato di vedere più partite che film. Non ne vedo uno da mesi. Martedì in albergo mi sono rivisto “Matrimo­nio all’italiana”. Ringra­zio mia moglie che tollera questo»

C’è un bel clima tra i cal­ciatori: ha saputo dello scherzo a Lavezzi? I com­pagni gli hanno ricoperto la Ferrari di suppellettili.

« L’avranno fatto perchè sanno che mi inquieto su certe cose. Vorrei una condotta meno smargias­sa e più edul­corata da par­te dei ragazzi. Siamo in un momento di crisi e Napoli è una città parti­colare. Ma vo­glio bene a La­vezzi e capi­sco. Sono giovani. E poi, lui è uno impegnato nel sociale, aiuta i bambini bi­sognosi del suo paese, la­sciamolo sereno. Proba­bilmente con la Ferrari vuole dimostrare di essere arrivato ad un certo livel­lo. Per fortuna, mio figlio Edoardo non se n’è mai importato delle auto di lusso»

Corriere della Sport